Ciro e il pianoforte napoletano
In Spilleria c’è un pianoforte per chiunque volesse suonarlo. Arriva da Napoli come dono dal nostro amico medico Ciro, che ci regala anche queste righe per raccontarci quanto è stato amato e suonato dalla sua famiglia.
“Comprai il pianoforte nel Natale dell’1983. Mio padre aveva intrapreso l’ultima strada del suo viaggio umano. Mio padre era vissuto nella musica. La famiglia in cui era cresciuto era di musicisti. La sua infanzia, povera, e la sua gioventù da scugnizzo perbene, fino al fidanzamento con mia mamma, sono state un susseguirsi di generi teatrali: dramma popolare, commedia, avanspettacolo, rivista.”


Mio padre suonava il piano, ad orecchio. Emozionava con la sua voce, con la sua allegria, con la sua bontà e poi "era bellillo Geggè!"
Comprammo il pianoforte nella via dei musicisti, la sorpresa riuscì, lo ebbe a Natale e lo suonò quella sera, poi forse un’altra volta ancora.
Un mese dopo andò via. Il pianoforte è rimasto a ricordarlo, poi come è naturale anche la musica di un'epoca non è stata suonata più.
Come puoi capire quell’ingombrante ammasso di legno e ferro, nero come la pece, pesante come il piombo, elegante come un signore di altri tempi, trasmette in me ancora profonde emozioni.